Trip to Penguin Island, Australia

Per tutti coloro che si considerano amanti dei viaggi verso luoghi particolari e unici, oggi il blog Mediazione Linguistica Talenti ha il piacere di proporvi un articolo pubblicato in “Charlie’s World” a proposito dell’Isola dei Pinguini (Penguin Island), situata a Perth, Australia.

La natura di questa isoletta nel mare è bellissima; gli animali, gli uccelli e i rettili, che si possono incrociare sono a dir poco meravigliosi nel loro habitat; le rocce sulla spiaggia hanno forme particolari; insomma uno spettacolo paesaggistico da non perdere… Questo luogo è popolato da un’ampia colonia di pinguini (circa 1000) ed è veramente suggestivo vederli a pochi metri di distanza e quindi stare a contatto con loro.

Perché non partire allora? Sarà un’esperienza che sicuramente vi lascerà senza fiato!

 

Charlie's World

We’re pretty lucky here in the Southern Hemisphere.  Perth is far away from the world and very beautiful.

The downside is that we have all kinds of wildlife that is out to get us here,  but we also have tiny fairy penguins.  And they live on Penguin Island, only a few hundred metres off the coast near Rockingham, conveniently, only a short drive from my place.

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I 5 buoni motivi per studiare all’estero

Oggi sul blog “Mediazione Linguistica Talenti” abbiamo deciso di riprendere un nostro vecchio articolo precedentemente pubblicato sul sito www.linguaacademy.it, un’agenzia di viaggio (e non solo) per tutti gli studenti che intendono imparare l’inglese o altre lingue all’estero. Siamo infatti convinti che per essere un ottimo mediatore linguistico e culturale, oltre alla pratica costante, occorra studiare la lingua e la sua cultura sul posto, tra i vari stimoli sensoriali presenti.

Studiare all'estero - Mediazione Linguistica Talenti

“Chi viaggia ha scelto come mestiere quello del vento.” – Fabrizio Caramagna

Viaggiare e studiare all'estero - Mediazione Linguistica Talenti

Se ti piace viaggiare e allo stesso tempo vuoi imparare le lingue, chi ha detto che per farlo bisogna per forza studiare nel proprio paese? Sempre più studenti abbracciano il mondo degli scambi culturali e/o dei corsi di lingua all’estero. Ma perché?

Ecco 5 buone ragioni per diventare uno studente all’estero!

1 – SICUREZZA NELL’APPRENDIMENTO

Studiare le lingue sui banchi di scuola è certamente il modo semplice: economico, sbrigativo, con professori non madrelingua e (importante) vicino casa propria. Ma non è assolutamente sicuro al 100%! Infatti, in particolar modo per imparare l’inglese, c’è bisogno di un sostegno nell’uso effettivo delle regole e delle sfumature di ogni elemento linguistico. Al contrario, se si sceglie di studiare all’estero è più probabile far propri alcuni automatismi di quella specifica lingua.

2 – MIGLIORI CAPACITÀ ORALI

E’ intuitivo capire come lo studio delle lingue sul posto sia ottimo anche per la nostra produzione orale: sentire ogni giorno i suoni caratterizzanti di una determinata lingua ci permetterà a sua volta di memorizzarli e di riutilizzarli inconsciamente, risparmiandoci intrecci di lingua. Basta pensare alla “r” francese comunemente chiamata erre moscia!

3 – OPPORTUNITÀ DI VIAGGIO

Oltre allo studio, poi, c’è la possibilità di visitare il luogo in cui si risiede e di praticarvi la lingua nello stesso momento. Non per forza dobbiamo scegliere fra dovere e piacere, tuttavia occorre dare l’adeguato spazio ad ognuna di esse. Nei weekend o nel tempo libero, prendersi un attimo di svago e/o relax, significa godere appieno dell’esperienza che si sta vivendo all’estero. Sono infatti eventi della propria vita unici e insostituibili!

4 – CONOSCENZA DI UNA NUOVA CULTURA

Studiare all’estero entrando nel vivo di una diversa cultura è molto utile per comprendere al meglio i meccanismi della lingua e i suoi cambiamenti. Serve inoltre ad entrare nell’ottica vera e propria della sua popolazione appurandone lo stile di vita, il modo di relazionarsi e di mangiare, feste e tradizioni. Nel complesso sarà per te quindi un’esperienza gratificante che renderà il tuo know-how più ricco e di valore, senza essere limitato alla lettura di guide o alla visione di programmi televisivi (il più delle volte fuorvianti).

5 – MAGGIORE INDIPENDENZA

Finalmente verrà poi il momento di una completa autonomia: basta genitori o familiari che ti supportano in ogni (o quasi) aspetto della tua vita. E’ ora di uscire dal bozzolo in cui sei protetto e di cominciare a trasformarsi nel tuo vero IO. Dovrai essere tu, e soltanto tu, a decidere come strutturare la tua giornata, quando e cosa mangiare, dove andare, ecc. Il trucco è superare le proprie incertezze e paure date dalla solitudine, e pensare invece a come questo possa farvi maturare e realizzare.

Fonte: http://www.linguaacademy.it/it/2016/02/18/5-buoni-motivi-per-studiare-allestero/

Mediazione Linguistica Talenti

Miriam Prete

Lost in Translation: Il doppiaggio delle serie TV

Vorrei porre un quesito a tutti quei mediatori linguistici e culturali che amano vedere le serie televisive in lingua originale. Vi siete mai chiesti: “Come si potrebbe tradurre e adattare questa scena in italiano?” oppure: “Perché il traduttore ha scelto questa soluzione fra le tante possibili?”.

Capirete, infatti, che vi è un’enorme difficoltà nel tradurre certe tipiche espressioni di una lingua in un’altra, così come per la gestualità e il senso dell’umorismo. Non è raro che nelle tipiche sitcom made in USA, durante le scene in cui parte la fastidiosa risata preregistrata, noi non riusciamo a capire la battuta. Ed è proprio da qui che parte un dibattito molto importante: il doppiaggio può essere sostituito da altre forme di mediazione?

A proposito del doppiaggio, bisogna ricordare che in Europa meridionale, e specialmente in Italia, l’utilizzo di questo metodo è diffusissimo se non addirittura unico. Ma perché, negli altri paesi, come fanno gli spettatori a capire il significato di ciò che viene detto? Di sicuro non hanno a disposizione un interprete che procede per simultanea o chuchotage… semplicemente utilizzano forme di traduzione meno drastiche, quali il sottotitolaggio o la tecnica del voice-over (voce fuori campo).

Doppiaggio in Europa - Mediazione Linguistica Talenti.png
Tecniche di traduzione audiovisiva in Europa

Come possiamo infatti vedere dalla cartina, noi italiani, insieme agli spagnoli, ai francesi e ai tedeschi, almeno per quanto riguarda il contesto europeo, rappresentiamo la popolazione più pigra e quella più incline ad utilizzare la tecnica del doppiaggio sia per comodità sia per a volte pigrizia. (Ricordiamoci sempre, ciò nonostante , l’influenza che queste nazioni hanno a livello mondiale dal punto di vista economico nonché linguistico).

Le due alternative proposte, si può ben comprendere, risultano meno dirette e stravolgono meno i dialoghi e conseguentemente il loro relativo senso che purtroppo alcune volte nel doppiaggio vengono necessariamente alterati o addirittura invertiti. Inoltre, è anche vero che mantenere la voce originale degli attori, può essere più gradevole all’udito e alla vista (si eviterebbero atrocità quali, voci inadatte alla fisionomia dei personaggi e problemi nell’adattamento nei primi piani). Unica pecca, risolvibile comunque con un po’ di abitudine: si perderebbe la concentrazione nei confronti della narrazione: per esempio, nel caso del sottotitolaggio dovremmo riuscire a leggere le scritte e, allo stesso tempo, guardare il telefilm.

E voi cosa ne pensate? Siete pro o contro il doppiaggio delle serie televisive?

Intanto, rimanendo in tema, vi lascio con l’improponibile ma, apparentemente unico escamotage dei traduttori/adattatori che hanno dovuto trovare una soluzione alla famosa e fondamentale frase “Hold the door” della serie TV Game of Thrones 06×05.

Adattamento Hold the door - Mediazione Linguistica Talenti

E per concludere ecco per voi un nostro elaborato video su “The Big Bang Theory”. Spero apprezzerete.

Mediazione Linguistica Talenti
Miriam Prete

Treccani contro la povertà lessicale: #carino. Ma è anche analfabetismo emotivo

Girovagavo per il Web alla ricerca di qualche articolo interessante da potervi riproporre, quando mi sono imbattuta nel blog di Giovanna Cosenza “DIS.AMB.IGUANDO” e il suo relativo post sulla recente pubblicità condotta dalla ben nota Treccani.

Essendo voi, per la maggior parte almeno, mediatori linguistici e culturali, risulterà interessante una rapida lettura di questo articolo che analizza il così descritto “analfabetismo emotivo” che affligge i giovani italiani nella loro esposizione orale.

Siamo ancora capaci di esternare verbalmente ciò che proviamo?

D I S . A M B . I G U A N D O

Treccani carino

Osservo da anni la povertà lessicale che manifestano molti, specie i più giovani, quando si chiede loro di esprimere cosa provano in un certo momento o rispetto a qualcosa o qualcuno: una vera e propria afasia, connessa alla difficoltà di trovare parole che non siano le solite – una o due al massimo – per esprimere le loro emozioni, i loro sentimenti. È un esercizio che faccio fare spesso in aula, per introdurre una serie di lezioni in cui spiego quanto al contrario sia fondamentale la capacità di mettere in gioco, indurre, stimolare emozioni negli altri per qualunque comunicazione si voglia efficace (in qualunque ambito) e quanto sia dunque fondamentale essere consapevoli

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Professione: Food Blogger

Gironzolando per il web, vi renderete conto che i blog di cucina hanno spopolato per l’intera rete. Molti di questi contengono ricette tradizionali o innovative, utensili da cucina ed il loro funzionamento, cibi sani e diete ipocaloriche. Insomma, diamo il benvenuto alla figura del “Food Blogger” che, diciamocelo, ha ottenuto un successo tale da far nascere persino delle collaborazioni con riviste o canali dedicati al settore.

Prendiamo in considerazione, per esempio, la food blogger Chiara Maci, da molti seguita nel suo blog Sorelleinpentola. Lei, insieme a sua sorella, aveva aperto questa piattaforma solo per gioco, e grazie a questo “svago” è diventata così popolare da partecipare come giurata al contest Cuochi e Fiamme. Nata ad Agropoli il 06 dicembre 1983, è facile capire come sia nata la sua passione per il cibo! Infatti, è stato proprio l’ambiente familiare a far sì che lei potesse trasformare i suoi hobby in una nuova professione lavorativa… e diciamocelo, ha avuto un successo incredibile (soprattutto se pensiamo alla sua laurea in giurisprudenza!).

Chiara Maci - Food Bogger - Mediazione Linguistica Talenti
Chiara Maci – Food Blogger

Ma parliamo anche del nuovo profilo che ultimamente intasa in modo particolare i  nostri social: Tasty. Le sue video-ricette sono inconfutabilmente attrattive e gustose, sembra come se tu potessi toccare con mano, ma soprattutto annusare con il naso, le prelibate pietanze descritte. Ed è proprio per questo che molti food blogger hanno cominciato ad utilizzare questo escamotage nei loro blog e/o canali. Ovviamente il motivo è che per catturare l’attenzione del pubblico, ormai facilmente stancabile, l’assenza di spiegazioni verbali e la rapida descrizione del procedimento culinario step by step rappresenta sicuramente la soluzione migliore. I video in questione sono più brevi ma ricchi di immagini e colori accattivanti che hanno come scopo rapire lo sguardo dell’utente, ma specialmente la sua gola!!

Perché quindi non provare a cimentarsi in questo settore. Ha tutte le caratteristiche ideali ed economiche per un lavoro ideale:

  • Utilizzo di Internet e dei Social Media;
  • Promozione e Indicizzazione del blog;
  • Conoscenza di ricette innovative o “della nonna”.

Di certo, tuttavia, bisogna, come definito nell’ultimo punto, avere delle abilità essenziali e professionali nel trattare l’argomento. State certi che questa sarà per voi un’opportunità importante che, come è successo per Chiara, vi renderà noti in tutta Italia, e non solo… chi lo sa, essendo mediatori linguistici potrete esportare la vostra attività online in tutto il mondo! Non sottovalutate le professioni (food blogger, fashion blogger, travel blogger, and so on) che il mondo digitale oggi vi offre.

Ed ecco per finire un video divertente e ironico in materia di Food Blogger:

Mediazione Linguistica Talenti

Miriam Prete