Lost in Translation: Il doppiaggio delle serie TV

Vorrei porre un quesito a tutti quei mediatori linguistici e culturali che amano vedere le serie televisive in lingua originale. Vi siete mai chiesti: “Come si potrebbe tradurre e adattare questa scena in italiano?” oppure: “Perché il traduttore ha scelto questa soluzione fra le tante possibili?”.

Capirete, infatti, che vi è un’enorme difficoltà nel tradurre certe tipiche espressioni di una lingua in un’altra, così come per la gestualità e il senso dell’umorismo. Non è raro che nelle tipiche sitcom made in USA, durante le scene in cui parte la fastidiosa risata preregistrata, noi non riusciamo a capire la battuta. Ed è proprio da qui che parte un dibattito molto importante: il doppiaggio può essere sostituito da altre forme di mediazione?

A proposito del doppiaggio, bisogna ricordare che in Europa meridionale, e specialmente in Italia, l’utilizzo di questo metodo è diffusissimo se non addirittura unico. Ma perché, negli altri paesi, come fanno gli spettatori a capire il significato di ciò che viene detto? Di sicuro non hanno a disposizione un interprete che procede per simultanea o chuchotage… semplicemente utilizzano forme di traduzione meno drastiche, quali il sottotitolaggio o la tecnica del voice-over (voce fuori campo).

Doppiaggio in Europa - Mediazione Linguistica Talenti.png
Tecniche di traduzione audiovisiva in Europa

Come possiamo infatti vedere dalla cartina, noi italiani, insieme agli spagnoli, ai francesi e ai tedeschi, almeno per quanto riguarda il contesto europeo, rappresentiamo la popolazione più pigra e quella più incline ad utilizzare la tecnica del doppiaggio sia per comodità sia per a volte pigrizia. (Ricordiamoci sempre, ciò nonostante , l’influenza che queste nazioni hanno a livello mondiale dal punto di vista economico nonché linguistico).

Le due alternative proposte, si può ben comprendere, risultano meno dirette e stravolgono meno i dialoghi e conseguentemente il loro relativo senso che purtroppo alcune volte nel doppiaggio vengono necessariamente alterati o addirittura invertiti. Inoltre, è anche vero che mantenere la voce originale degli attori, può essere più gradevole all’udito e alla vista (si eviterebbero atrocità quali, voci inadatte alla fisionomia dei personaggi e problemi nell’adattamento nei primi piani). Unica pecca, risolvibile comunque con un po’ di abitudine: si perderebbe la concentrazione nei confronti della narrazione: per esempio, nel caso del sottotitolaggio dovremmo riuscire a leggere le scritte e, allo stesso tempo, guardare il telefilm.

E voi cosa ne pensate? Siete pro o contro il doppiaggio delle serie televisive?

Intanto, rimanendo in tema, vi lascio con l’improponibile ma, apparentemente unico escamotage dei traduttori/adattatori che hanno dovuto trovare una soluzione alla famosa e fondamentale frase “Hold the door” della serie TV Game of Thrones 06×05.

Adattamento Hold the door - Mediazione Linguistica Talenti

E per concludere ecco per voi un nostro elaborato video su “The Big Bang Theory”. Spero apprezzerete.

Mediazione Linguistica Talenti
Miriam Prete
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